Realizzazione di un intonaco di terra cruda

Realizzazione in proprio di un intonaco interno in terra cruda di 45 mq circa, a S.Giuliano Vecchio (AL), 15100 p.zza c.Battisti 1/b, in due locali adibiti a studio, in un fabbricato in terra battuta. Luglio/Agosto 2007

L'edificio oggetto dell'intervento è di proprietà della ditta Robboni A&C Sas Antincendio. Anche se molte volte rimaneggiato, (ha subito notevoli destinazioni d'uso da abitazione a officina per aggiustare carri, a negozio di mobili, a piccolo supermercato, a officina meccanica...) consta ancora di considerevoli parti in terra battuta. E' un fabbricato molto antico e già documentato nelle mappe del XVIII secolo e del XIX sec., e in quelle relative agli spostamenti delle truppe nella Battaglia di Marengo.

Approvvigionamento dei materiali e prove di composizione dell'intonaco

La terra utilizzata nell'intervento è terra di campo, sito nelle adiacenze del fabbricato; in una prima operazione di prova è stata setacciata con un setaccio a mano a maglie fini e, in seguito, per la realizzazione dell'intonaco, con una rete a maglie grandi, posta inclinata.

Nella zona della Frascheta la terra è per granulometria e composizione chimica, molto adatta alla costruzione; infatti, la totalità degli edifici costruiti sino alla Prima Guerra Mondiale sono in terra battuta. Tuttavia, per curiosità, si è pensato di misurare la stratigrafia dei depositi, mettendola a decantare in un misurino con acqua. Il risultato è stato quello di una composizione omogenea, senza strati di diverso colore.

Si è dunque proceduto a fare delle prove di tenuta sul muro in mattoni cotti, pieni e, successivamente, sulle parti in terra. Il supporto è stato preventivamente bagnato a pennello, con acqua. Poi si è proceduto con le prove, mescolando alla terra diversi quantitativi di sabbia e scaiola.

Il risultato è stato buono in tutte e tre le prove; in un solo caso si presentavano piccole crepe diffuse. Ovviamente, solo operando prove con spessori maggiori ci si è accorti del beneficio apportato dal quantitativi di sabbia e scaiola, nel contrastare i ritiri della terra.

Realizzazione dell'intonaco in terra cruda

Il supporto, una volta demolito il vecchio intonaco in malta cementizia, si presentava con parti in mattone cotto pieno e forato, e parti in terra battuta molto rimaneggiate.

Operazioni per la realizzazione

1. Si setaccia la terra con un vaglio a maglia grossa, (io ho usato una rete da letto inclinata) per ottenere una granulometria degli inerti del diametro intorno ai 2-5mm.

2. In un recipiente posto ad altezza comoda, tipo mastello, profondo 70-80 cm e del diametro di circa 50-60cm, si versa la terra setacciata e asciutta insieme ad un secchio di sabbia fine.

3. Si aggiunge allora l’acqua, in modo da bagnare abbondantemente la terra e la sabbia, mescolando bene e la si lascia a riposo.

4. Preventivamente si sarà preparata la paglia. Io ho usato paglia di grano, tagliata in diverse lunghezze fino a 10 cm. La paglia viene messa in un secchio pieno d’acqua e lasciata a macerare. Insieme alla paglia è meglio aggiungere anche le parti molto fini e un po’ di terra setacciata.

5. Si bagnano abbondantemente le pareti su cui si dovrà applicare l’intonaco con acqua, sporca di qualche manciata di terra. Questa operazione va ripetuta due o tre volte, a seconda delle necessità, affinchè queste risultino sature d’acqua.

6. Si raccoglie la paglia bagnata dal secchio e la si distribuisce nel mastello con terra e sabbia. La quantità di paglia da utilizzare varia a seconda dello spessore di muro che si va a realizzare. In genere si mettono circa tre-quattro manciate di paglia per ogni mastello. Questo quantitativo può sembrare eccessivo, ma in sguito si aggiungerà altra terra.

7. Si prende dunque mezzo secchio di scaiola e la si bagna in molta acqua e la si mescola in modo che si idrati molto velocemente in tutte le sue parti. Quindi si versa l’acqua con la scaiola nel mastello e si mescola a mano il tutto energicamente, preoccupandosi di non creare dei depositi sul fondo. Il composto è molto liquido e può darsi che la paglia un poco galleggi, ma non è un problema perché la si potrà dosare poco alla volta successivamente. Il fatto di avere un impasto molto acquoso permette infatti di ritardare notevolmente la presa della scaiola e di evitare di dover aggiungere altra acqua in seguito, quando la scaiola avrà già iniziato il processo di presa.

8. Si prende dunque un secchio, meglio una cuffa, perché è più semplice da maneggiare, e con un misurino tipo una brocca, si prelevano due-tre misure di liquido, con abbondante paglia. Si versa il composto liquido nella cuffa e si aggiunge mano a mano e spolverando altra terra asciutta, avendo cura di impastare molto bene in modo che non si creino dei grumi. Si aggiungerà terra fino a quando l’impasto non sarà colloso e si potrà quasi sollevare il secchio impugnando l’impasto. Nel caso mancasse paglia nell'impasto liquido la si potrà aggiungerne senza problemi.

9. Si stende allora l’impasto sul muro in grande dose, aiutandosi nella pressione con un fratazzo, meglio se piccolo, perché consente di concentrare la spinta ed è più facile da maneggiare. Si stende velocemente dal basso verso l’alto e senza perdere tempo, si preleva altra terra liquida dal mastello per ripetere l’operazione, ricordando di rimescolarla ogni volta in modo che non solidifichi in superficie, ed evitando che alcuni grani più pesanti si accumulino sul fondo.

10. L’intonaco in questo modo avrà un aspetto irregolare e avendo un tenore di terra molto alto, un bel colore scuro. L’aggiunta della scaiola, sebbene in piccola parte, è indispensabile in fase di stesura perché aiuta la malta a scivolare meglio sul muro e ad aggrapparsi in fretta inoltre, dato che durante l’asciugatura espande, compensa anche le piccole crepe che si creerebbero in assenza della stessa in superficie.

Ultimazione lavori

Per una questione di tipo estetico si è scelto di affiancare all'uso della terra cruda un intonaco a calce ( Tassullo Bio/E), specie nell'intorno degli infissi, zone in cui si è reso necessario, per una corretta e più facile posa degli stessi, avere una finitura meno irregolare. Gli infissi con vetrocamera antisfondamento e con apertura a vasistas, sono in legno di rovere come la porta d'ingresso. Sul pavimento esistente è stato realizzato un tavolato in perline di faggio chiodate, rialzate 6cm per il passaggio delle guaine elettriche.