Tecniche della terra battuta e del mattone crudo

La tecnologia della terra cruda in Frascheta vede l’utilizzo di due tecniche costruttive: quella della terra battuta, detta del pisè (per utilizzare il termine francese ormai divenuto corrente) e quella del mattone crudo. Sebbene la pressoché totalità delle costruzioni in crudo della Frascheta siano realizzate con la tecnica della terra battuta, nelle zone più lontane dal suo centro, spesso limitrofe ai bacini fluviali, si riscontra la compresenza e spesso il superamento in percentuale, di edifici elevati con la tecnica del mattone crudo.

Infatti, la distribuzione sul territorio dei luoghi interessati dalla scelta dell’una o dell’altra tecnica, segue essenzialmente la logica della composizione del terreno, per cui la regola sceglie la tecnica della terra battuta dove il terreno è ricco di inerti di maggiori dimensioni e quella del mattone crudo dove il terreno è di granulometria molto più fine. Inoltre criteri essenzialmente d’economia regolano l’uso delle due tecniche a fronte di quella del mattone cotto: si sceglie l’una o l’altra tecnica del crudo, a seconda della disponibilità del terreno più o meno adatto. Una maggiore disponibilità economica, fa sì che si scelga comunque il mattone cotto, ritenuto superiore per prestazioni e livello di finitura. La terra battuta o il mattone crudo, vengono in parte contaminati dalla presenza di mattoni cotti specie in ambito urbano (sulle facciate su strada) o nei corpi padronali delle cascine, ovvero in quei luoghi in cui si rende necessario connotare gli edifici. Ancora per criteri di risparmio si utilizzano le tecniche della terra cruda nelle parti estensive dei rustici, nelle murature a chiusura dei portici e dei fienili e nei muri di recinzione.

Gli abitanti della Frascheta identificano le costruzioni in terra cruda con il termine trunere, sostantivo che deriva dal vocabolo trón, con cui il dialetto locale chiama sia gli impasti di terra, quanto i mattoni crudi: il trőu, deriva da terra quanto il “tuono”, assimilando il rumore di quest’ultimo a quello che si ottiene percuotendo col pestello. La caratteristica principale di tali costruzioni, sia che si tratti di elevazioni in terra battuta, sia che si tratti di produzione di mattoni in crudi, è quella di adoperare la terra allo stato naturale, quindi senza l'aggiunta di calce, paglia, legno o pietra. Per questa spiccata individualità la tecnica costruttiva della zona si differenzia dagli esempi italiani e stranieri. Inoltre, se la tecnica del mattone crudo è assimilabile nelle regole geometriche di posa alle murature tradizionali in mattone cotto - non priva della consapevolezza dei limiti imposti dalla natura stessa del blocco -, la tecnica della terra battuta, per le prestazioni e per le operazioni di messa in opera, si può considerare genitrice della tecnica del calcestruzzo.

Estratto dal libro: Terrarossa, Le Case Di Terra Della Frascheta, Storia, Cultura e Paesaggio